Crea il tuo NAS fai da te da pc

Se ti stai chiedendo se sia possibile creare un Network Attached Storage (o NAS) in autonomia, partendo da un vecchio PC dismesso o assemblando una macchina dedicata, sarai contento, o contenta, di sapere che la risposta è positiva.
- I servizi minimali da attivare in un NAS casalingo
- Come e perché realizzare un sistema NAS minimale in casa
- I vantaggi di un NAS assemblato in casa
- Scelta del sistema operativo, dei dischi e delle soluzioni di archiviazione backup.
- Costi e manutenzione di un NAS casalingo
- Architettura da scegliere e problemi pratici da affrontare
I servizi minimali da attivare in un NAS casalingo
Se hai deciso di costruire autonomamente il tuo NAS, inizia installando due server di cui non potrai fare a meno: SSH (Secure Shell) e VNC (Virtual Network Computing). Questi componenti ti serviranno per accedere ai file che archivierai da altri PC o dispositivi. Per sicurezza, evita i server RDP (Remote Desktop Protocol) poiché rappresentano il bersaglio principale per attacchi di forza bruta; furto di credenziali; ransomware e tentativi di accesso non autorizzato automatizzati, da parte di bot addestrati a questo scopo.
Installato i componenti menzionati, dovrai ricordarti di disattivare lo standby, o correrai il rischio di non poter accedere ai tuoi documenti da altri dispositivi collegati allo storage. Procedi poi con l’allocazione dell’imprescindibile RAID.
Si tratta di una tecnologia che aggrega due o più hard disk, o SSD, per farli apparire al sistema operativo come fossero un volume unico. Questo espediente ti permette di operare su dati in un disco diverso da quello principale, contenente il sistema operativo. Da Linux, dovrai installare anche l'utility MDADM (multiple device administrator) per creare, cancellare, monitorare e gestire periferiche e array RAID. Se hai bisogno di orientarti all’interno di questa terminologia così specifica, puoi consultare il nostro pratico glossario RAID.
Hai la possibilità di condividere una stampante ed evitare le complicanze legate alla connessione wi-fi. Puoi fare uso di un client Dropbox per sincronizzare dati su un disco ancora differente dal volume RAID (nel quale farai comunque bene a effettuare un backup periodico per avere un’altra copia dei tuoi file). L’impiego di un NFS (Network File System) e del protocollo SAMBA per la comunicazione tra sistemi operativi ti daranno modo di portare a termine una condivisione su rete locale dei documenti che vuoi archiviare.
Naturalmente, non dimenticarti di impostare criteri di sicurezza adeguati nel computer che destinerai a NAS: per esempio, evita di utilizzarlo per collegarti a internet all’infuori del servizio di cloud.
Come e perché realizzare un sistema NAS minimale in casa
Un sistema di archiviazione condiviso e accessibile da ciascuno dei tuoi dispositivi è la soluzione ideale per centralizzare i file, eseguire backup automatici dei tuoi documenti ed evitare di pagare un canone mensile per servizi cloud.
È naturalmente possibile affidarsi a una soluzione commerciale, procurandosi un dispositivo preconfigurato che richiede pochissimo sforzo da parte dell’utente, ma questo avrà inevitabilmente dei costi, oppure scegliendo una soluzione flessibile ed economica come quella del fai da te, la quale richiede una maggiore applicazione ma rappresenta un valido metodo di riutilizzo hardware e apre la strada a un buon ventaglio di personalizzazione.
I vantaggi di un NAS assemblato in casa
Vi sono alcuni lampanti benefici connessi all’assemblaggio casalingo di un NAS.
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Creerai un tuo cloud privato, libero da canone, abbonamenti e in grado di lasciarti il pieno controllo sui tuoi dati, diversamente da quanto accade se ti rivolgi a Dropbox, Google Drive o scegli servizi similari.
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Metterai al sicuro documenti, foto e video importanti per te, la tua famiglia o la tua professione, conservandoli in un unico luogo grazie al backup centralizzato e facilmente accessibile.
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Servendoti di una configurazione RAID a più dischi, potrai risalire ai file anche in seguito a guasti improvvisi subiti da un singolo hard disk.
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Oltre alle necessità professionali, un NAS personalizzato ti offre anche la possibilità di godere di intrattenimento di qualità, poiché potrai accedere a film, serie tv, file musicali e ogni altro tipo di contenuto archiviato da qualsiasi dispositivo collegato, grazie a piattaforme come Plex.
Scelta del sistema operativo, dei dischi e delle soluzioni di archiviazione backup.
A livello di hardware, puoi servirti di un vecchio computer, con un buon processore, aggiungendo hard disk che supportino l'accensione 24 ore su 24, per 7 giorni su 7. Per gestire lo storage e il RAID si utilizzano generalmente software come TrueNAS o OpenMediaVault.
Nella scelta dei dischi di archiviazione, evita l’acquisto di quelli con tecnologia SMR, poiché causano rallentamenti significativi, e a volta deleteri, durante la ricostruzione dei dati in seguito a un guasto. I prodotti della linea WD Red Plus; Seagate IronWolf e Toshiba N300 sono in assoluto quelli più consigliati, poiché sono dischi progettati specificamente per NAS e in grado di tollerare le vibrazioni dei sistemi a più alloggiamenti. Puoi approfondire l’architettura di un sistema RAID nel nostro approfondimento dedicato.
Costi e manutenzione di un NAS casalingo
Tra le voci che incidono maggiormente sul costo di un NAS fai da te, occorre includere la scelta del tipo di RAID che vuoi installare.
I software di gestione di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente sono gratuiti, ma vi sono spese che non puoi evitare. Il prezzo di un vecchio PC da riadattare (se non ne possiedi già uno) parte da circa 150 euro, ma l’esborso può arrivare anche a 400 se ti servi di componentistica nuova e più prestante. Il mantenimento elettrico del sistema perennemente acceso, per tutto l’anno, è di circa 55-60 euro, difficilmente meno, mentre un set di dischi rigidi può costare dai 200 euro (prezzo plausibile di un set a tre alloggiamenti, di qualità medio-alta) a salire.
Architettura da scegliere e problemi pratici da affrontare
Relativamente all’architettura, molto dipende dalle esigenze personali. Indipendentemente dall’utilizzo che occorrerà fare dei file archiviati, per una gestione più snella e senza intoppi, è meglio evitare le single board. Ciò non si deve tanto alla loro praticità, bensì alle prestazioni, che incontrano dei limiti quando devono reggere periodi di stress tanto lunghi.
L'esposizione agli agenti esterni e i ritmi di lavoro non rendono un computer a singola scheda, come il diffuso Raspberry PI, una buona soluzione a lungo termine. Ciononostante, molti assemblatori che amano sperimentare possono divertirsi a inserirlo in un NAS. L’importante è che facciano attenzione con i dati che vi inseriscono, perché la single board del Raspberry potrebbe non resistere a un utilizzo tanto intensivo.
Il fascino della soluzione fai da te è che ti consente davvero di mettere le mani in pasta e allestire il tuo NAS personale, come lo desideri e con l’appagamento di averlo assemblato autonomamente. È un modo per mettere la tua passione per l’informatica e le tue abilità a frutto, oltre che per risparmiare considerevolmente sull’acquisto di un Synology o QNAP. Buona sperimentazione.






