Tipi di RAID per il tuo NAS casalingo: quale dovresti scegliere?

L’acronimo RAID sta per Redundant Array of Independent Disks, che possiamo tradurre in italiano come insieme ridondante di dischi indipendenti. La parola chiave, qui, è ridondante. Il concetto alla base del sistema, infatti, è quello di combinare più unità di disco rigido piccole ed economiche (la I di RAID può anche indicare la parola inexpensive, traducibile con poco costoso) che funzionano meglio rispetto a una sola unità, più grande e più cara.
Il computer leggerà tutti i dischi del RAID (che possono essere svariati, come vedremo) come singola unità. Archiviare in maniera ridondante significa duplicare parte dei dati, o anche tutti, su ogni singolo disco, così da poter facilmente recuperare ogni documento, in caso di rottura di uno degli hard disk posti a sistema.
Tipologie di RAID
Esistono in commercio diverse tipologie di sistemi RAID, ideate per dispositivi industriali come Synology o QNAP, i due produttori leader di settore, le quali sono replicabili anche in un sistema NAS fai da te.
- Basic. Si tratta di un RAID soltanto a livello di definizione. Consta di un solo disco come unità di memoria indipendente e non fornisce alcun tipo di ridondanza di dati contenuti. È, di fatto, una semplice memoria di archiviazione.
- RAID 0, possibile con un minimo di due dischi, offre il cosiddetto striping, un processo di divisione dei dati in blocchi e la loro diffusione attraverso più dischi, per migliorare le prestazioni del RAID. Anche questo setup, però, non prevede alcuna ridondanza dei dati salvati.
- RAID 1, realizzabile con 2,3 o 4 dischi, scrive dati identici su tutte le unità, in contemporanea, e prevede la ridondanza.
- RAID 5 richiede almeno 3 dischi e implementa lo striping con dati distribuiti tra tutti i dischi in parte uguale. Fornisce una ridondanza dei dati migliore rispetto a RAID 1 perché l’efficienza del sistema è maggiore.
- RAID 6 è ancor più migliorativo rispetto al precedente. Implementa due livelli di parità dei dati per archiviare i dati in dimensioni uguali, ma la sua efficacia è tale solo su un minimo di 4 dischi. Questa doppia parità è in grado di tollerare la rottura, anche simultanea, di due dischi, senza alcuna perdita di dati. È un vantaggio considerevole, però richiede un numero maggiore di dischi e, dunque, una spesa più elevata.
- RAID 10 è una struttura che richiede almeno 4 dischi e necessita di un numero di hard disk sempre pari. È l’ideale per accessi rapidi e frequenti e combina le prestazioni di RAID 0 e la sicurezza di RAID 1. Si tratta del miglior sistema RAID oggi disponibile e di quello più costoso sul mercato.
Quale RAID dovrei scegliere?
La scelta del sistema RAID più adatto a te dipende dalla tua priorità. Potresti dare più importanza a godere del massimo spazio di archiviazione possibile oppure prediligere la più elevata sicurezza per i tuoi dati.
Se vuoi costruire un NAS casalingo, magari di configurazione 1, già sufficiente per molte destinazioni d’uso, impostalo con dischi nuovi o, comunque, che non abbiano vissuto troppi anni. Considera un budget iniziale per l’acquisto dei supporti di memoria, senza mirare esclusivamente al massimo risparmio possibile. Si tratta del cuore del sistema.
Per massimizzare efficacia e affidabilità del tuo RAID, i dischi scelti dovrebbero essere identici tra loro e presentare stessa velocità di lettura e scrittura. Sceglili, se puoi, della medesima serie e tipologia.
Configurare un RAID per NAS con focus sulla massima archiviazione
Per ottenere la massima archiviazione è necessario accettare il rischio di perdere tutti i dati. Inevitabilmente, la ridondanza brucia memoria. Se vuoi massimizzare lo spazio disponibile devi rinunciarci. Qualora sia questa la tua priorità, la soluzione è RAID 0, che somma l’intera capacità dei dischi (almeno 2) e ti concede di sfruttare il 100% dello spazio disponibile. Se dovesse rompersi anche un solo disco, però, perderesti ogni dato. Generalmente, la velocità di un RAID 0 è spesso sacrificabile per guadagnare in sicurezza dei dati.
Se vuoi privilegiare la memoria, considera anche le possibilità che ti offre il JBOD (acronimo di Just A Bunch Of Disks). Non si tratta di un vero RAID, ma della semplice unione di dischi, l'uno dopo l'altro, come se fossero un unico grande hard disk. Rispetto al RAID 0 non offre vantaggi di velocità. In caso di rottura, però, potresti riuscire a recuperare i dati rimasti intatti sugli altri.
Configurare un RAID per NAS con focus sulla sicurezza
In merito alla sicurezza dei sistemi RAID, è bene chiarire che questa tecnologia ha l’esplicito scopo di favorire continuità di servizio: se si rompe un disco, puoi continuare a lavorare. Non considerarla come un backup sul quale contare sempre e comunque. Eventi come picchi di tensione; furti; incendi o ransomware possono comunque privarti dei tuoi dati. Esegui backup periodici e completi su cloud o su un secondo hard disk, scollegato dal RAID.
Lo standard di doppia parità di RAID 6 è il migliore in fatto di sicurezza. L’affermazione è valida su un sistema con minimo 4 dischi, in grado di proteggere i tuoi file anche in caso di rottura contemporanea di 2. Al giorno d’oggi è l’ideale perché i processi di ricostruzione di dischi molto capienti sono lunghi e stressanti per un hard disk, tanto che il supporto potrebbe rompersi durante questa complessa operazione. Qualora ciò dovesse accadere, saresti protetto dalla doppia parità e avresti modo di recuperare i dati.
RAID 10 fa ancora meglio. Unisce la velocità dello striping alla sicurezza del mirroring, anche in questo caso, però, soltanto su un minimo di 4 dischi. Può tollerare la rottura di un numero di dischi che va da 1 fino alla metà della catena, la quale deve sempre essere composta da un numero pari di hard disk, a patto che non si rompano i due dischi mirrored, ovvero specchiati tra loro. Il vantaggio rispetto al RAID 6 è il tempo di ricostruzione, che è fulmineo e non sforza il processore del NAS.
Per un’idea di prezzo: un Seagate della serie Barracuda, ottimo RAID a 4 dischi può costarti 200 euro, considerando una capacità intorno ai 4 terabyte per ogni disco, che è lo standard di una buona batteria di memorie. I componenti migliori hanno un costo più ingente.
Il compromesso migliore
Se sei ancora indeciso, ti consigliamo di non sbilanciarti su capienza o memoria e optare per un valido compromesso. RAID 5 è una via di mezzo equilibrata: ti fornisce buona capacità di memoria e salva i tuoi dati in caso di rottura di un singolo disco, però non ha doppia parità. SI tratta della soluzione più diffusa per NAS casalinghi e per uffici. Tipicamente, si opta per una configurazione a 3 dischi.
La scelta più ponderata prende in considerazione sia la tipologia del raid desiderato sia il budget di spesa che si può destinare. Alcune serie di dischi di memoria possono facilmente costare qualche centinaia di euro. Non limitarti a pensare che un RAID sia il semplice inserimento di dischi in un computer: stiamo parlando di un’infrastruttura informatica a tutti gli effetti e va assemblata con criterio perché possa divenire un valido alleato della tua operatività quotidiana.
Glossario RAID di riferimento
Se fatichi a orientarti nell’articolo perché non comprendi alcune delle parole utilizzate, non lasciarti spaventare, di seguito riportiamo i termini più importanti che devi tenere a mente.
- Array indica l'insieme dei dischi rigidi fisici, collegati tra loro e configurati per funzionare insieme come unica unità logica di archiviazione;
- ridondanza è la duplicazione di dati, o l'aggiunta di informazioni extra, necessaria a evitare la perdita di file in caso di guasto hardware;
- parità è il termine che indica un calcolo matematico utilizzato nei RAID 5 e RAID 6 per ricostruire i dati mancanti in caso di rottura di un disco. Richiede più potenza di calcolo ma risparmia spazio rispetto al mirroring;
- mirroring: la tecnica della specchiatura duplica gli stessi dati, in tempo reale, su due o più dischi diversi, garantendo una copia esatta e immediata, per una sicurezza massima;
- il RAID controller è quel componente hardware, se si tratta di chip dedicato, o software, nel caso in cui sia parte del sistema operativo del NAS, che gestisce i calcoli, la distribuzione dei dati e la logica dell'intero array;
- il RAID software è un tipo specifico di controller. Se quando parliamo di controller ci riferiamo solitamente a un dispositivo hardware, dobbiamo tenere presente che, in tempi recenti, l’avanzamento importante delle tecnologie open source ha portato alla nascita di software in grado di superare i limiti, e cancellare i costi, di una più impegnativa soluzione hardware.
- rebuild. Il processo automatico di ricostruzione durante il quale il NAS ricrea i dati su un nuovo disco appena inserito, estraendoli dalle informazioni di parità o mirror disponibili sugli altri dischi.






