Come rimediare a un attacco ransomware nel Synology

una mano che tiene un lucchetto chiuso

Synology è uno dei marchi produttori di NAS più noti. La sua popolarità è tale che i dispositivi che produce, notoriamente sicuri, sono sempre più spesso oggetto di attacchi informatici. Tra essi, il più diffuso e dannoso è quello del ransomware, il software che prende in ostaggio i tuoi file e li libera soltanto dietro pagamento di un riscatto (puoi approfondire di che si tratta leggendo Come scegliere l'antivirus).

Strumenti come i NAS (Network Attached Storage) mantengono i tuoi dati al sicuro e ti forniscono un salvifico backup di dati nel caso in cui ti si dovesse rompere l’hard disk dove li hai salvati in locale. Questo storage è dedicato a salvare file, accessibile da tutti i dispositivi e configurabile come cloud privato. Si costituisce di uno o più dischi che si muovono in parallelo e copiano lo stesso bit una volta per disco, garantendo un miglioramento considerevole nella sicurezza dei tuoi dati.

Cosa succede quando subisci un attacco ransomware

Nelle prime ore puoi ancora limitare i danni

Realizzare che si sia rimasti vittima di un attacco ransomware è una bruttissima esperienza, che può causare disperazione. Ci si ritrova impotenti, magari proprio in un frangente nel quale si ha necessità di reperire, con urgenza, dati salvati.

Se subito dopo aver acceso il PC, il server e/o il dispositivo Synology realizzi che tutti i tuoi file hanno improvvisamente un'estensione sconosciuta e non puoi aprirli, hai subìto un attacco. Non perdere la calma e non farti sopraffare dalla disperazione: devi agire immediatamente. Inizia disconnettendo il computer o il NAS (a seconda di dove sia stato lanciato l’attacco) da internet.

È il caso di pagare il riscatto?

Questa domanda se la pongono tutte le vittime di un simile attacco. Specialmente se la cifra richiesta non è alta o proibitiva, come peraltro spesso accade.

In realtà, tutte le forze dell’ordine che si occupano di attacchi informatici, a partire da Europol e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, sconsigliano fortemente il pagamento, salvo casi estremi in cui i dati sottratti riguardino salute o sicurezza. Non esiste infatti alcuna garanzia di recupero dei dati a seguito dell’esborso. Molti criminali spariscono completamente dopo aver ricevuto il denaro. Altri, invece, forniscono chiavi parziali, le quali non consentono il recupero integrale di quanto sottratto. In aggiunta a ciò, il pagamento del riscatto fungerà da stimolo per i malintenzionati, spronandoli a ripetersi.

Posso recuperare i dati se mi rifiuto di pagare il riscatto?

La migliore soluzione per poter recuperare integralmente i tuoi dati, evitando di pagare il riscatto e dover trattare con i cybercriminali, è quella di avere un backup disponibile, come una combinazione di NAS e cloud, per poter bypassare eventuali problematiche di sicurezza. È possibile gestire i propri dati anche senza acquistare un dispositivo Synology o similari, ma contando su un NAS fai da te

In mancanza di un backup il recupero si fa più complesso, ma non necessariamente impossibile. Si possono fronteggiare i danni da ransomware servendosi di decryptor online come ID Ransomware e No More Ransom. Il primo è un servizio gratuito online progettato specificamente per identificare quale delle numerose famiglie di ransomware abbia colpito i tuoi file. Per farlo è sufficiente caricare la nota di riscatto o un documento cifrato. No More Ransom è invece un'iniziativa globale pubblico-privata, spinta da Europol e promossa dalla Polizia Postale, nata per aiutare le vittime a recuperare i propri dati gratuitamente.

Synology dota i suoi sistemi di backup di una funzione di snapshot replication. Essa è stata ideata per creare copie dei file in diversi momenti del tempo e utilizzarle come punti di ripristino, su tutti i device. In questo modo, puoi proteggerti dal ransomware ricaricando una copia meno aggiornata dei dati salvati e continuando il tuo lavoro.

La prudenza è la chiave di tutto. Le principali vie di infezione sono email di phishing; allegati; accessi remoti da desktop, password deboli e ripetute, software pirata, file di office con macrocomandi automatizzati e vulnerabilità del NAS, le quali frequentemente sono dovute alla mancanza di aggiornamenti. Più spesso di quanto si creda, il successo dell’attacco ransomware dipende dalla nostra superficialità.

Che cosa fare se hai subito un attacco ransomware nel Synology? La checklist

Se un malware ha attaccato i tuoi dati e reso inaccessibili i tuoi documenti, congelandoli dietro la richiesta di un riscatto, ecco come ti devi comportare:

  1. Scollega immediatamente il pc e/o il sistema di backup dalla rete internet.
  2. Disconnetti il dispositivo e smetti di farne uso.
  3. Verifica la disponibilità di backup, non esclusivamente ma anche accedendo a Synology Snapshot Replication.
  4. Sfrutta un servizio come ID Ransomware per identificare il malware che ti sta tenendo in scacco e raccogliere informazioni.
  5. Mantieni la calma e la lucidità, evitando di pagare il riscatto: non hai garanzie che i tuoi dati ti saranno davvero restituiti.

Nel caso in cui venissero congelati dati aziendali particolarmente rilevanti, come brevetti, segreti industriali o informazioni sensibili, è consigliabile rivolgersi rapidamente a un centro specializzato in sicurezza informatica e sporgere denuncia alla Polizia Postale, il corpo preposto a questo tipo di indagini.